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Alla scoperta dei Magistri Intelvesi a Castiglione d’Intelvi

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Posta appemagistri intelvesi castiglione d'Intelvina fuori del nucleo di Montronioè sede dell’antica plebana Intelvese. Sebbene, data la dedicazione e la sua funzione di capo-pieve, si possa sospettare per questa chiesa un’origine paleocristiana, possiamo per ora essere certi solamente della sua fase romanica, essendo essa documentata nel 1186. Purtroppo l’antico edificio crollò in parte alla fine del XVI secolo, a causa dell’erosione del sottostante torrente, per cui fu interamente ricostruita in forme barocche agli inizi del secolo successivo; il campanile è ottocentesco, anche se pare poggiare su di un basamento antico.
All’interno della chiesa arcipretale affreschi attribuiti a Giulio Quaglio e Carlo Innocenzo Carloni (“Gloria di S. Stefano”), con stucchi di scuola barberiniana; notevolissime anche le scagliole policrome. Stupendo è il battistero seicentesco posto nella prima cappella di sinistra e sormontato da un ciborio ligneo intarsiato, mentre altrettanto notevole è il presbiterio dove, presso la balaustra, è conservato il fonte battesimale medievale in pietra.

Durante il periodo di inagibilità, la plebana fu sostituita dalla vicina tardo-cinquecentesca chiesa di Sant’Agata , all’interno della quale sono interessanti il presbiterio settecentesco ed una tela  seicentesca  con  la  “Madonna del Rosario”.

Di grande interesse storico-artistico è la frazione di Montronio, in particolare per la presenza dialtare S. Agata - Castiglione d'Intelvi una dimora medievale fortificata, detta “Casa del Capitano”, che conserva una bifora tardo-romanica; all’interno si trova la famosa camera picta, con pregevoli affreschi tardogotici del XV secolo, raffiguranti scene di caccia e di vita castellana, che ricordano coevi cicli lombardi, ma con possibili influssi borgognoni. Un affresco coevo, nel vicino corridoio, rappresenta un schiera di cavalieri.

Il nucleo di Latorre è caratterizzato dai resti del castello bassomedievale che gli storici comaschi datano al 1270 ed attribuiscono ai Camuzzi, feudatari della Valle Intelvi in quell’epoca; le parti medio-basse del grande edificio, ben visibile sulla sinistra salendo da Dizzasco, appena superato il settecentesco oratorio della Madonna del Restello, mostra in effetti una muratura in pietra regolarmente sbozzata, che ben si addice ad un edificio fortificato medievale. È possibile che il castello, ampiamente rimaneggiato nei secoli successivi, sia sorto a sua volta sui resti di un fortilizio altomedievale documentato nell’anno 987.
La piccola frazione di Visonzo conserva invece tracce di edifici probabilmente medievali, mentre ci ricorda le origini di quel Giovanni Bono da Visonzo, carpentiere militare al servizio di Como durante la guerra decennale contro Milano.

Scendendo verso Dizzasco si incontra il settecentesco oratorio della Madonna del Carmine, detto “Madonna del Restello”, dal nome del cancello in legno che in quel luogo avrebbe sbarrato l’ingresso alla valle durante la peste del 1630. A pianta centrale ottagonale, reca interessanti affreschi del lainese   Giulio Quaglio (“Assunzione“, sulla volta e pala d’altare con la Madonna del Carmine) e di Alessandro Ferretti (“Natività della Vergine” ed “Assunzione“, sulle pareti laterali), circondati da stucchi del Comparetti, tra cui spiccano “Gli Evangelisti“. Notevole anche la scagliola.

Di Castiglione fu la famiglia Ferretti, scultori e pittori, nonché il plasticatore Giovanni Battista Comparetti.